Quasi esattamente sette anni fa, il 4 dicembre 1999, uscì l'ultimo numero di FloatingPoint. La copertina di quell'ultimo numero era dedicata al Natale, e la riproponiamo qui per ricordarla. FloatingPoint nacque nell'ottobre 1988 come trimestrale dedicato al calcolo automatico delle strutture. Benché pubblicato da un'azienda, la Softing, non era un bollettino aziendale, ma un punto di aggregazione per riflessioni sul fenomeno in rapida diffusione dell'uso del calcolatore nella progettazione strutturale. A FloatingPoint, fin dal primo numero contribuirono con articoli di gran pregio esperti di vari settori. Citandone uno per tutti, proprio il primo numero vide l'intervento di una esperta in linguistica che riportava riflessioni su un romanzo di Eco allora appena uscito che parlava appunto di calcolatori. E poi vi furono altre pregevoli collaborazioni che tesero a dare una panoramica del settore non basata sui prodotti, come oggi ogni rivista con più facilità fa, ma sulla “cultura” dello strumento di calcolo.
La fine di FloatingPoint fu dovuta proprio al cambiamento di questa atmosfera. Negli anni '90 iniziò negli italiani una perdita di entusiasmo in generale che portò a diminuire la collaborazione spontanea e generosa al nostro periodico. Così si arrivò all'ultimo numero. Dopo sette anni, con i mezzi offerti da internet, abbiamo avuto voglia di riprendere la vita di FloatingPoint. In formato più agevole, meno corposo, adeguato alla nuova forma di distribuzione. E gli intenti sono quelli di sempre: non parlare tanto di prodotti quanto del rapporto tra ingegneria e informatica. Di newsletter sulla normativa ne riceviamo già a bizzeffe. FloatingPoint non vuole essere assolutamente una di queste newsletter, ma una cosa del tutto diversa che si possa leggere rilassati per fare anche qualche pensiero leggero. Cosa è cambiato tanto da spingerci a questo passo? La situazione generale è sempre grigetta. Forse anche più grigetta dopo l'11 settembre. Però non siamo grigi noi dentro. Molti di noi non lo sono e così la Softing ha deciso di tornare al passato, a quella che è sempre stata: un'azienda che dell'ingegneria non fa solo l'oggetto di un'attività commerciale (ché si guadagnerebbe molto ma molto di più facendo software in altri settori), ma l'oggetto di una passione. In questo, e non solo, come dice il nostro motto aziendale, facciamo la differenza. E questo entusiasmo l'abbiamo riscontrato in tanti clienti e “supporter” che, come noi, vogliono rivalutare questa energia. E noi nel nostro piccolo e nel nostro settore vorremmo puntare proprio sulla passione per una ingegneria “vera” e non solo “burocratica”. FloatingPoint vuol essere un piccolo specchio di questa passione e di questa energia.
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